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Life Science Excellence Awards: premio per www.lacheratosiattinica.it

Il primo portale web informativo interamente dedicato alla cheratosi attinica, realizzato con il supporto non condizionato di Galderma, ha conseguito l’Excellence Award for Patient Advocacy Program per la categoria Dermatologia!

Il Life Science Excellence Awards, iniziativa inedita in Italia, è stato promosso dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria (Sics) con l’obiettivo di individuare e premiare l’eccellenza nel settore farmaceutico e medicale.

Le aziende che hanno accolto l’iniziativa sono state circa 72 per un totale di oltre 300 progetti presentati, suddivisi in 12 categorie di area terapeutica e 6 categorie di area di progetto e valutati da un’apposita giuria, composta da 500K professionisti della Community di Welfarelink.

I vincitori designati, tra i quali compare anche il sito www.lacheratosiattinica.it, che s’impegna ad offrire un servizio d’informazione di qualità per il paziente, verranno premiati nella serata di gala organizzata ad hoc a Roma il 23 ottobre 2019, nella quale verranno anche annunciati i Best Scientist of the Year e Young Innovator of the Year.

Fonte:

https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=74189

Quali sono i diversi tipi di cheratosi?

Il termine “cheratosi” include una serie di condizioni mediche benigne caratterizzate da una crescita anomala dello strato corneo della pelle. Lo strato corneo è lo strato più superficiale dell’epidermide, costituito da cellule morte appiattite; ha una funzione primaria di barriera.

In presenza di cheratosi, appaiono ispessimenti cornei, spesso ruvidi e dalla colorazione diversa dalla pelle circostante.

A seconda dei fattori scatenanti e dell’aspetto della cheratosi, si possono distinguere:

  • La cheratosi attinica: è causata dall’eccessiva esposizione alla luce del sole, e per questo appare più comunemente su dorso delle mani, volto, cuoio cappelluto. Sono soggetti a rischio le persone con pelle e occhi chiari, che passano molto tempo all’aria aperta (ad esempio per lavoro), anziani, che hanno una storia pregressa di scottature importanti e ripetute. La cheratosi attinica può evolvere in tumore della pelle.
  • La cheratosi seborroica: è caratterizzata da ispessimenti cornei simili a verruche, indolori ma a volte pruriginosi; i meccanismi che ne causano la comparsa non sono ancora ben noti, ma di solito compare intorno ai 40 anni e mostra una certa familiarità. Questa forma di cheratosi in genere non richiede alcun tipo di trattamento, salvo che per ragioni estetiche o legate al disagio che prova chi ne è affetto.
  • La cheratosi pilare: è un disturbo cutaneo caratterizzato dall’accumulo di cheratina nei follicoli piliferi. Anche in questo caso le cause non sono ben note, anche se è più comune nei soggetti con la pelle molto secca e tendenzialmente atopica; mostra inoltre familiarità. Generalmente questo disturbo peggiora in inverno e migliora in estate. Si manifesta con papule puntiformi che danno alla pelle un aspetto ruvido. Può essere trattata con l’utilizzo di lozioni e creme idratanti, anche se possono essere necessari diversi mesi per un miglioramento visibile.

Fonti:

https://medlineplus.gov/ency/article/000827.htm

https://medlineplus.gov/ency/article/000884.htm

https://medlineplus.gov/ency/article/001462.htm

La cheratosi pilare: cos’è e come si cura?

La cheratosi pilare è una patologia comune della pelle, caratterizzata dalla formazione di accumuli di cheratina nei follicoli piliferi. La cheratina è una proteina prodotta dalla pelle ed è la principale costituente di peli, capelli e unghie.

La cheratosi pilare si presenta con papule puntiformi che danno alla pelle un aspetto come da “pelle d’oca”; le papule interessano soprattutto cosce, glutei, braccia e viso. In alcuni casi le papule risultano pruriginose e la pelle circostante arrossata.

La cheratosi pilare è una condizione benigna, sostanzialmente asintomatica e che in genere non ha impatti sulle condizioni di salute generale. Può però incidere sulla qualità della vita, se colpisce parti del corpo visibili e creando quindi disagio dal punto di vista estetico.

La sua incidenza è difficile da stimare con precisione, ma può arrivare a interessare circa il 50% della popolazione, anche pediatrica; tende però a risolversi spontaneamente con l’avanzare dell’età.

Anche se le cause di questo disturbo non sono note, è stata rilevata familiarità; sono inoltre più comunemente interessate dalla cheratosi pilare le persone con pelle molto secca e con dermatite atopica.

La cheratosi pilare viene solitamente diagnosticata tramite una semplice valutazione visiva da parte del dermatologo, e non richiede ulteriori test. I trattamenti consigliati in genere prevedono l’utilizzo di creme idratanti, emollienti e cheratolitiche, cioè capaci di ammorbidire e levigare lo strato corneo. I risultati però sono variabili e spesso il problema tende a ripresentarsi; inoltre, in alcuni casi gli agenti cheratolitici possono causare forti irritazioni. Altri trattamenti comunemente suggeriti sono peeling chimici o meccanici e la terapia laser. Gli steroidi topici sono invece consigliabili per ridurre l’eventuale rossore.

Fonti:

https://medlineplus.gov/ency/article/001462.htm

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4876199/

Cosa sono le micosi?

Le infezioni della pelle causate dai funghi vengono definite micosi. I funghi microscopici che possono dare origine a micosi possono trovarsi in tutti i tipi di ambienti; alcuni fanno parte della flora cutanea fisiologica, cioè quell’insieme di microrganismi che vivono sulla nostra pelle, in equilibrio tra loro e senza normalmente arrecare alcun danno. In alcune situazioni, però, possono proliferare in maniera eccessiva e dare luogo a infezioni. Quali possono essere i fattori scatenanti?

  • Cure antibiotiche, stress e calo delle difese immunitarie, che alterano l’equilibrio della flora cutanea
  • Contagio in ambienti contaminati: i funghi prediligono gli ambienti caldo-umidi, quindi l’infezione può diffondersi rapidamente in ambienti quali piscine, saune, palestre ecc.

Sono micosi molto comuni il piede d’atleta, l’onicomicosi e la candidosi cutanea:

  • Il piede d’atleta interessa principalmente lo spazio tra le dita dei piedi, anche se può diffondersi al resto del piede o anche ad altre parti del corpo (soprattutto se ci si gratta). I principali sintomi sono rossore, bruciore e pelle screpolata.
  • L’onicomicosi, cioè la micosi delle unghie, provoca la comparsa di macchie gialle o bianche e l’indebolimento delle unghie.
  • La candidosi cutanea è causata dal lievito Candida albicans; provoca prurito e rossore e colpisce le aree più umide del corpo come ascelle, inguine e pieghe cutanee. Può manifestarsi anche nei neonati, come dermatite da pannolino.

In tutti i casi, le micosi della pelle sono generalmente disturbi non gravi e vengono trattate con antimicotici topici. Le cure spesso sono molto lunghe e le recidive, cioè la ricomparsa dell’infezione dopo la fine del trattamento, sono frequenti.

Fonti:

https://medlineplus.gov/fungalinfections.html

https://medlineplus.gov/athletesfoot.html

https://medlineplus.gov/naildiseases.html

Le creme solari e la prevenzione

I tumori della pelle sono tra le forme di cancro più comuni. In particolare, quelli più ricorrenti sono il carcinoma basocellulare e il carcinoma spinocellulare, a seconda dello strato dermico coinvolto. Più raro, ma più aggressivo, è il melanoma, cioè il tumore che interessa le cellule che producono melanina, il pigmento responsabile della colorazione della pelle.

La maggior parte dei tumori della pelle sono dovuti all’esposizione alla luce solare, ai lettini abbronzanti e alle lampade: i raggi UVA e UVB di cui è composta la luce sono infatti in grado di penetrare nella pelle e danneggiarla, portando allo sviluppo di mutazioni cellulari irreparabili.

I tumori della pelle colpiscono quindi le aree più esposte alla luce solare, come volto, collo, braccia e mani. Il semplice utilizzo di creme solari previene lo sviluppo di questo tipo di tumori. Come utilizzare al meglio questo tipo di protezione?

  • Utilizzare creme di alta qualità, resistenti all’acqua e con un alto fattore di protezione (dal 30 SPF in su)
  • Scegliere creme che proteggano sia dai raggi UVA che dai raggi UVB
  • Applicare la crema prima dell’esposizione e riapplicarla almeno ogni 2 ore; anche più spesso se si fa in bagno, se si suda molto e ad alte altitudini, dove è più facile scottarsi
  • Utilizzare le creme durante tutto l’anno, non solo d’estate
  • Proteggere anche le labbra utilizzando appositi burrocacao solari ad alto SPF

In linea generale, è bene inoltre evitare di esporsi al sole tra le 10 e le 15 e in prossimità di superfici che riflettono la luce (come acqua, sabbia, neve). Sono utili inoltre gli indumenti e gli occhiali specifici che proteggono dai raggi UV.

In presenza di macchie, lesioni e nei sospetti, non bisogna esitare nel rivolgersi a un dermatologo: se un tumore della pelle viene identificato e trattato precocemente, è molto probabile che non si diffonda ad altre parti del corpo e che guarisca con successo.

Fonti:

https://familydoctor.org/condition/skin-cancer/?adfree=true

https://medlineplus.gov/ency/article/000827.htm

https://www.merckmanuals.com/home/skin-disorders/sunlight-and-skin-damage/sunburn#v793830

Macchie della pelle. Perché compaiono? Come è possibile prevenirle?

Le macchie sulla pelle compaiono quando c’è un disturbo della pigmentazione. Il colore della nostra pelle è determinato dal pigmento detto melanina, prodotto da cellule specializzate della pelle stessa: i melanociti. Il fenomeno per cui viene prodotta troppa melanina è detto iperpigmentazione e determina la comparsa di macchie scure; meccanismo opposto è invece l’ipopigmentazione, che causa la comparsa di macchie più chiare rispetto alla pelle circostante.

I disturbi della pigmentazione possono essere tutti ricondotti a un danno a carico dei melanociti; i responsabili principali possono essere:

  • Fattori genetici, come ad esempio nel caso dell’albinismo.
  • Esposizione alla luce: la pelle risponde all’esposizione alla luce producendo melanina, che la protegge dai possibili danni delle radiazioni UV. Tale produzione può diventare eccessiva in particolari condizioni, come gravidanze e assunzione di contraccettivi orali o altri farmaci che rendono più sensibili alla luce solare; quando ciò avviene, compaiono macchie scure sulle parti del corpo più esposte, come viso, braccia e mani. In questo caso ci si riferisce alle macchie con il termine melasma.
  • Processi infiammatori, come nel caso dell’acne o in presenza di malattie autoimmuni, che compromettono integrità e funzionalità della pelle, melanociti compresi. La stessa cosa può succedere anche in caso di ferite e scottature.

Escludendo i fattori genetici, i tipi principali di macchie della pelle possono essere prevenuti mantenendo in salute la pelle stessa, e soprattutto proteggendola dall’esposizione al sole. Molte macchie compaiono con l’avanzare dell’età proprio perché maggiore è l’esposizione alla luce, maggiori sono le probabilità di danneggiare la pelle. È importante quindi proteggersi con indumenti e cappelli e utilizzare sempre la crema solare sulle parti esposte.

Fonti:

https://medlineplus.gov/skinpigmentationdisorders.htm

Cheratosi del cuoio cappelluto. Cos’è? Come riconoscerla?

La cheratosi è una malattia della pelle indotta dall’esposizione solare. Per questo motivo, colpisce le parti del corpo che più vengono esposte alla luce: viso, braccia, mani e cuoio cappelluto. Non a caso, la cheratosi del cuoio cappelluto si manifesta soprattutto nelle persone anziane e calve: in questo caso infatti le cellule della pelle dello scalpo accumulano nel tempo danni progressivi che le danneggiano in maniera irreparabile, compromettendone la funzionalità.

Come si manifesta la cheratosi del cuoio cappelluto?

Come per gli altri tipi di cheratosi, la patologia si manifesta con macchie sulla pelle dalla colorazione rosa-rossastra, ruvide, che possono essere ricoperte da croste o apparire simili a verruche. A volte tali macchie sono poco visibili e più facilmente identificabili al tatto: questo è particolarmente vero nel caso della cheratosi del cuoio cappelluto, dato che interessa un’area difficile da osservare allo specchio.

Come proteggersi dalla cheratosi dl cuoio capelluto?

È fondamentale proteggere la testa dall’esposizione alla luce del sole utilizzando copricapi o anche, in caso di calvizie, creme solari: la cheratosi attinica infatti, pur essendo benigna, può evolvere nel tempo in tumori maligni della pelle. Per questo motivo è sempre importante consultare un dermatologo in presenza di alterazioni cutanee sospette. Se la cheratosi non è fonte di disagio, non è detto che sia necessario un trattamento per rimuoverla, ma sarà importante seguirne l’evoluzione nel tempo per poter identificare precocemente eventuali segnali di insorgenza di una forma maligna.

Fonti:

https://medlineplus.gov/ency/article/000827.htm

https://medlineplus.gov/ency/imagepages/2360.htm

La flora cutanea: fondamentale per il benessere della pelle e non solo!

La nostra pelle è una barriera fisica indispensabile per la difesa dalle infezioni e dalla penetrazione di agenti esterni. Negli ultimi anni è stato dimostrato che la flora cutanea (o microbiota cutaneo), cioè l’insieme di microrganismi che vivono sulla pelle e in stretta associazione ad essa, supporta la pelle in questa attività e quindi gioca un ruolo nel benessere generale dell’individuo.

La flora cutanea è costituita principalmente da miliardi di batteri, funghi e virus cosiddetti commensali, che cioè apportano benefici al proprio ospite (in questo caso l’uomo) senza arrecare danni. Si stima che ogni centimetro quadrato di pelle ospiti fino a un miliardo di batteri! La composizione della flora dipende molto da quella che ognuno di noi ha ereditato durante la nascita: la pelle è infatti sterile durante la vita intrauterina, e già durante il parto avviene un primo trasferimento dalle mucose e dalla pelle della madre al bambino. La composizione della flora è poi influenzata anche da predisposizione genetica, stile di vita e fattori ambientali.

In che modo la flora cutanea è di beneficio all’uomo? Come già dimostrato per la flora intestinale e quella orale, anche il microbiota cutaneo è in grado di attivare e modulare la risposta immunitaria dell’organismo. Inoltre, la presenza di miliardi di microrganismi in equilibrio tra loro aiuta a mantenere il pH fisiologico della pelle e non lascia spazio alla colonizzazione da parte di microrganismi patogeni; questi ultimi sono ulteriormente inibiti grazie alla produzione attiva, proprio da parte di alcune specie di microrganismi “residenti”, di sostanze antibiotiche.

Il mantenimento del delicato equilibrio della flora cutanea è quindi fondamentale: in caso di disbiosi, cioè di alterazioni nella composizione “fisiologica” del microbiota, la pelle può diventare suscettibile a organismi patogeni altrimenti controllati dalla microflora. La disbiosi può instaurarsi ad esempio in caso di calo delle difese immunitarie o quando la funzione barriera della pelle è compromessa, come in seguito a ferite non correttamente pulite e trattate. Anche l’eccessivo utilizzo di antibiotici topici può alterare questo equilibrio.

Fonti:

  • Kong HH e Segre JA. Skin Microbiome: Looking Back to Move Forward. Journal of Investigative Dermatology (2012) 132, 933–939
  • Cogen AL et al. Skin microbiota: a source of disease or defence?. British Journal of Dermatology 2008 158, pp442–455
  • Zeeuwen PLJM et al. Microbiome and skin diseases. Curr Opin Allergy Clin Immunol 2013, 13:514–520