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Life Science Excellence Awards: premio per www.lacheratosiattinica.it

Il primo portale web informativo interamente dedicato alla cheratosi attinica, realizzato con il supporto non condizionato di Galderma, ha conseguito l’Excellence Award for Patient Advocacy Program per la categoria Dermatologia!

Il Life Science Excellence Awards, iniziativa inedita in Italia, è stato promosso dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria (Sics) con l’obiettivo di individuare e premiare l’eccellenza nel settore farmaceutico e medicale.

Le aziende che hanno accolto l’iniziativa sono state circa 72 per un totale di oltre 300 progetti presentati, suddivisi in 12 categorie di area terapeutica e 6 categorie di area di progetto e valutati da un’apposita giuria, composta da 500K professionisti della Community di Welfarelink.

I vincitori designati, tra i quali compare anche il sito www.lacheratosiattinica.it, che s’impegna ad offrire un servizio d’informazione di qualità per il paziente, verranno premiati nella serata di gala organizzata ad hoc a Roma il 23 ottobre 2019, nella quale verranno anche annunciati i Best Scientist of the Year e Young Innovator of the Year.

Fonte:

https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=74189

Quali sono i diversi tipi di cheratosi?

Il termine “cheratosi” include una serie di condizioni mediche benigne caratterizzate da una crescita anomala dello strato corneo della pelle. Lo strato corneo è lo strato più superficiale dell’epidermide, costituito da cellule morte appiattite; ha una funzione primaria di barriera.

In presenza di cheratosi, appaiono ispessimenti cornei, spesso ruvidi e dalla colorazione diversa dalla pelle circostante.

A seconda dei fattori scatenanti e dell’aspetto della cheratosi, si possono distinguere:

  • La cheratosi attinica: è causata dall’eccessiva esposizione alla luce del sole, e per questo appare più comunemente su dorso delle mani, volto, cuoio cappelluto. Sono soggetti a rischio le persone con pelle e occhi chiari, che passano molto tempo all’aria aperta (ad esempio per lavoro), anziani, che hanno una storia pregressa di scottature importanti e ripetute. La cheratosi attinica può evolvere in tumore della pelle.
  • La cheratosi seborroica: è caratterizzata da ispessimenti cornei simili a verruche, indolori ma a volte pruriginosi; i meccanismi che ne causano la comparsa non sono ancora ben noti, ma di solito compare intorno ai 40 anni e mostra una certa familiarità. Questa forma di cheratosi in genere non richiede alcun tipo di trattamento, salvo che per ragioni estetiche o legate al disagio che prova chi ne è affetto.
  • La cheratosi pilare: è un disturbo cutaneo caratterizzato dall’accumulo di cheratina nei follicoli piliferi. Anche in questo caso le cause non sono ben note, anche se è più comune nei soggetti con la pelle molto secca e tendenzialmente atopica; mostra inoltre familiarità. Generalmente questo disturbo peggiora in inverno e migliora in estate. Si manifesta con papule puntiformi che danno alla pelle un aspetto ruvido. Può essere trattata con l’utilizzo di lozioni e creme idratanti, anche se possono essere necessari diversi mesi per un miglioramento visibile.

Fonti:

https://medlineplus.gov/ency/article/000827.htm

https://medlineplus.gov/ency/article/000884.htm

https://medlineplus.gov/ency/article/001462.htm

La cheratosi pilare: cos’è e come si cura?

La cheratosi pilare è una patologia comune della pelle, caratterizzata dalla formazione di accumuli di cheratina nei follicoli piliferi. La cheratina è una proteina prodotta dalla pelle ed è la principale costituente di peli, capelli e unghie.

La cheratosi pilare si presenta con papule puntiformi che danno alla pelle un aspetto come da “pelle d’oca”; le papule interessano soprattutto cosce, glutei, braccia e viso. In alcuni casi le papule risultano pruriginose e la pelle circostante arrossata.

La cheratosi pilare è una condizione benigna, sostanzialmente asintomatica e che in genere non ha impatti sulle condizioni di salute generale. Può però incidere sulla qualità della vita, se colpisce parti del corpo visibili e creando quindi disagio dal punto di vista estetico.

La sua incidenza è difficile da stimare con precisione, ma può arrivare a interessare circa il 50% della popolazione, anche pediatrica; tende però a risolversi spontaneamente con l’avanzare dell’età.

Anche se le cause di questo disturbo non sono note, è stata rilevata familiarità; sono inoltre più comunemente interessate dalla cheratosi pilare le persone con pelle molto secca e con dermatite atopica.

La cheratosi pilare viene solitamente diagnosticata tramite una semplice valutazione visiva da parte del dermatologo, e non richiede ulteriori test. I trattamenti consigliati in genere prevedono l’utilizzo di creme idratanti, emollienti e cheratolitiche, cioè capaci di ammorbidire e levigare lo strato corneo. I risultati però sono variabili e spesso il problema tende a ripresentarsi; inoltre, in alcuni casi gli agenti cheratolitici possono causare forti irritazioni. Altri trattamenti comunemente suggeriti sono peeling chimici o meccanici e la terapia laser. Gli steroidi topici sono invece consigliabili per ridurre l’eventuale rossore.

Fonti:

https://medlineplus.gov/ency/article/001462.htm

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4876199/

Cosa sono le micosi?

Le infezioni della pelle causate dai funghi vengono definite micosi. I funghi microscopici che possono dare origine a micosi possono trovarsi in tutti i tipi di ambienti; alcuni fanno parte della flora cutanea fisiologica, cioè quell’insieme di microrganismi che vivono sulla nostra pelle, in equilibrio tra loro e senza normalmente arrecare alcun danno. In alcune situazioni, però, possono proliferare in maniera eccessiva e dare luogo a infezioni. Quali possono essere i fattori scatenanti?

  • Cure antibiotiche, stress e calo delle difese immunitarie, che alterano l’equilibrio della flora cutanea
  • Contagio in ambienti contaminati: i funghi prediligono gli ambienti caldo-umidi, quindi l’infezione può diffondersi rapidamente in ambienti quali piscine, saune, palestre ecc.

Sono micosi molto comuni il piede d’atleta, l’onicomicosi e la candidosi cutanea:

  • Il piede d’atleta interessa principalmente lo spazio tra le dita dei piedi, anche se può diffondersi al resto del piede o anche ad altre parti del corpo (soprattutto se ci si gratta). I principali sintomi sono rossore, bruciore e pelle screpolata.
  • L’onicomicosi, cioè la micosi delle unghie, provoca la comparsa di macchie gialle o bianche e l’indebolimento delle unghie.
  • La candidosi cutanea è causata dal lievito Candida albicans; provoca prurito e rossore e colpisce le aree più umide del corpo come ascelle, inguine e pieghe cutanee. Può manifestarsi anche nei neonati, come dermatite da pannolino.

In tutti i casi, le micosi della pelle sono generalmente disturbi non gravi e vengono trattate con antimicotici topici. Le cure spesso sono molto lunghe e le recidive, cioè la ricomparsa dell’infezione dopo la fine del trattamento, sono frequenti.

Fonti:

https://medlineplus.gov/fungalinfections.html

https://medlineplus.gov/athletesfoot.html

https://medlineplus.gov/naildiseases.html

Le creme solari e la prevenzione

I tumori della pelle sono tra le forme di cancro più comuni. In particolare, quelli più ricorrenti sono il carcinoma basocellulare e il carcinoma spinocellulare, a seconda dello strato dermico coinvolto. Più raro, ma più aggressivo, è il melanoma, cioè il tumore che interessa le cellule che producono melanina, il pigmento responsabile della colorazione della pelle.

La maggior parte dei tumori della pelle sono dovuti all’esposizione alla luce solare, ai lettini abbronzanti e alle lampade: i raggi UVA e UVB di cui è composta la luce sono infatti in grado di penetrare nella pelle e danneggiarla, portando allo sviluppo di mutazioni cellulari irreparabili.

I tumori della pelle colpiscono quindi le aree più esposte alla luce solare, come volto, collo, braccia e mani. Il semplice utilizzo di creme solari previene lo sviluppo di questo tipo di tumori. Come utilizzare al meglio questo tipo di protezione?

  • Utilizzare creme di alta qualità, resistenti all’acqua e con un alto fattore di protezione (dal 30 SPF in su)
  • Scegliere creme che proteggano sia dai raggi UVA che dai raggi UVB
  • Applicare la crema prima dell’esposizione e riapplicarla almeno ogni 2 ore; anche più spesso se si fa in bagno, se si suda molto e ad alte altitudini, dove è più facile scottarsi
  • Utilizzare le creme durante tutto l’anno, non solo d’estate
  • Proteggere anche le labbra utilizzando appositi burrocacao solari ad alto SPF

In linea generale, è bene inoltre evitare di esporsi al sole tra le 10 e le 15 e in prossimità di superfici che riflettono la luce (come acqua, sabbia, neve). Sono utili inoltre gli indumenti e gli occhiali specifici che proteggono dai raggi UV.

In presenza di macchie, lesioni e nei sospetti, non bisogna esitare nel rivolgersi a un dermatologo: se un tumore della pelle viene identificato e trattato precocemente, è molto probabile che non si diffonda ad altre parti del corpo e che guarisca con successo.

Fonti:

https://familydoctor.org/condition/skin-cancer/?adfree=true

https://medlineplus.gov/ency/article/000827.htm

https://www.merckmanuals.com/home/skin-disorders/sunlight-and-skin-damage/sunburn#v793830

Macchie della pelle. Perché compaiono? Come è possibile prevenirle?

Le macchie sulla pelle compaiono quando c’è un disturbo della pigmentazione. Il colore della nostra pelle è determinato dal pigmento detto melanina, prodotto da cellule specializzate della pelle stessa: i melanociti. Il fenomeno per cui viene prodotta troppa melanina è detto iperpigmentazione e determina la comparsa di macchie scure; meccanismo opposto è invece l’ipopigmentazione, che causa la comparsa di macchie più chiare rispetto alla pelle circostante.

I disturbi della pigmentazione possono essere tutti ricondotti a un danno a carico dei melanociti; i responsabili principali possono essere:

  • Fattori genetici, come ad esempio nel caso dell’albinismo.
  • Esposizione alla luce: la pelle risponde all’esposizione alla luce producendo melanina, che la protegge dai possibili danni delle radiazioni UV. Tale produzione può diventare eccessiva in particolari condizioni, come gravidanze e assunzione di contraccettivi orali o altri farmaci che rendono più sensibili alla luce solare; quando ciò avviene, compaiono macchie scure sulle parti del corpo più esposte, come viso, braccia e mani. In questo caso ci si riferisce alle macchie con il termine melasma.
  • Processi infiammatori, come nel caso dell’acne o in presenza di malattie autoimmuni, che compromettono integrità e funzionalità della pelle, melanociti compresi. La stessa cosa può succedere anche in caso di ferite e scottature.

Escludendo i fattori genetici, i tipi principali di macchie della pelle possono essere prevenuti mantenendo in salute la pelle stessa, e soprattutto proteggendola dall’esposizione al sole. Molte macchie compaiono con l’avanzare dell’età proprio perché maggiore è l’esposizione alla luce, maggiori sono le probabilità di danneggiare la pelle. È importante quindi proteggersi con indumenti e cappelli e utilizzare sempre la crema solare sulle parti esposte.

Fonti:

https://medlineplus.gov/skinpigmentationdisorders.htm

Cheratosi del cuoio cappelluto. Cos’è? Come riconoscerla?

La cheratosi è una malattia della pelle indotta dall’esposizione solare. Per questo motivo, colpisce le parti del corpo che più vengono esposte alla luce: viso, braccia, mani e cuoio cappelluto. Non a caso, la cheratosi del cuoio cappelluto si manifesta soprattutto nelle persone anziane e calve: in questo caso infatti le cellule della pelle dello scalpo accumulano nel tempo danni progressivi che le danneggiano in maniera irreparabile, compromettendone la funzionalità.

Come si manifesta la cheratosi del cuoio cappelluto?

Come per gli altri tipi di cheratosi, la patologia si manifesta con macchie sulla pelle dalla colorazione rosa-rossastra, ruvide, che possono essere ricoperte da croste o apparire simili a verruche. A volte tali macchie sono poco visibili e più facilmente identificabili al tatto: questo è particolarmente vero nel caso della cheratosi del cuoio cappelluto, dato che interessa un’area difficile da osservare allo specchio.

Come proteggersi dalla cheratosi dl cuoio capelluto?

È fondamentale proteggere la testa dall’esposizione alla luce del sole utilizzando copricapi o anche, in caso di calvizie, creme solari: la cheratosi attinica infatti, pur essendo benigna, può evolvere nel tempo in tumori maligni della pelle. Per questo motivo è sempre importante consultare un dermatologo in presenza di alterazioni cutanee sospette. Se la cheratosi non è fonte di disagio, non è detto che sia necessario un trattamento per rimuoverla, ma sarà importante seguirne l’evoluzione nel tempo per poter identificare precocemente eventuali segnali di insorgenza di una forma maligna.

Fonti:

https://medlineplus.gov/ency/article/000827.htm

https://medlineplus.gov/ency/imagepages/2360.htm

La flora cutanea: fondamentale per il benessere della pelle e non solo!

La nostra pelle è una barriera fisica indispensabile per la difesa dalle infezioni e dalla penetrazione di agenti esterni. Negli ultimi anni è stato dimostrato che la flora cutanea (o microbiota cutaneo), cioè l’insieme di microrganismi che vivono sulla pelle e in stretta associazione ad essa, supporta la pelle in questa attività e quindi gioca un ruolo nel benessere generale dell’individuo.

La flora cutanea è costituita principalmente da miliardi di batteri, funghi e virus cosiddetti commensali, che cioè apportano benefici al proprio ospite (in questo caso l’uomo) senza arrecare danni. Si stima che ogni centimetro quadrato di pelle ospiti fino a un miliardo di batteri! La composizione della flora dipende molto da quella che ognuno di noi ha ereditato durante la nascita: la pelle è infatti sterile durante la vita intrauterina, e già durante il parto avviene un primo trasferimento dalle mucose e dalla pelle della madre al bambino. La composizione della flora è poi influenzata anche da predisposizione genetica, stile di vita e fattori ambientali.

In che modo la flora cutanea è di beneficio all’uomo? Come già dimostrato per la flora intestinale e quella orale, anche il microbiota cutaneo è in grado di attivare e modulare la risposta immunitaria dell’organismo. Inoltre, la presenza di miliardi di microrganismi in equilibrio tra loro aiuta a mantenere il pH fisiologico della pelle e non lascia spazio alla colonizzazione da parte di microrganismi patogeni; questi ultimi sono ulteriormente inibiti grazie alla produzione attiva, proprio da parte di alcune specie di microrganismi “residenti”, di sostanze antibiotiche.

Il mantenimento del delicato equilibrio della flora cutanea è quindi fondamentale: in caso di disbiosi, cioè di alterazioni nella composizione “fisiologica” del microbiota, la pelle può diventare suscettibile a organismi patogeni altrimenti controllati dalla microflora. La disbiosi può instaurarsi ad esempio in caso di calo delle difese immunitarie o quando la funzione barriera della pelle è compromessa, come in seguito a ferite non correttamente pulite e trattate. Anche l’eccessivo utilizzo di antibiotici topici può alterare questo equilibrio.

Fonti:

  • Kong HH e Segre JA. Skin Microbiome: Looking Back to Move Forward. Journal of Investigative Dermatology (2012) 132, 933–939
  • Cogen AL et al. Skin microbiota: a source of disease or defence?. British Journal of Dermatology 2008 158, pp442–455
  • Zeeuwen PLJM et al. Microbiome and skin diseases. Curr Opin Allergy Clin Immunol 2013, 13:514–520

Il campo di cancerizzazione: cos’è e perché è importante

Quando si parla di cheratosi attinica, il termine “campo di cancerizzazione” si utilizza per indicare un’area in cui sono concentrate lesioni multiple indipendenti; generalmente queste aree corrispondono alle parti del corpo più esposte al Sole, come cuoio capelluto, viso, braccia e mani.

Il campo di cancerizzazione è molto importante dal punto di vista clinico perché comprende aree cutanee prive di alterazioni visibili ma in cui potrebbero essere presenti cellule anomale dal punto di vista genetico, destinate anch’esse a dare luogo a lesioni benigne o maligne. La presenza di cellule alterate nelle immediate vicinanze di lesioni benigne potrebbe essere alla base della comparsa di ulteriori lesioni o addirittura di altre forme di tumore della pelle, così come della comparsa di recidive locali di tumori considerati completamente rimossi chirurgicamente.

Il campo di cancerizzazione è un’area quindi particolarmente a rischio oncologico: la sua individuazione e il suo riconoscimento sono passi importanti nel corso della diagnosi e della pianificazione terapeutica della cheratosi attinica. Una terapia mirata a prevenire le recidive, la comparsa di nuove lesioni e la progressione di quelle esistenti deve infatti coinvolgere anche quest’area: trattare efficacemente anche il campo di cancerizzazione significa infatti ridurre l’incidenza di lesioni cancerogene o pre-cancerogene, diminuendo di conseguenza la mortalità dovuta ai tumori della pelle.

Fonti:

Dakubo G et al. Clinical implications and utility of field cancerization. Cancer Cell Int. 2007 Mar 15;7:2.

Miola AC et al. Randomized clinical trial testing theefficacy and safety of 0.5% colchicinecream versus photodynamic therapy withmethyl aminolevulinate in the treatment ofskin field cancerization: study protocol. BMC Cancer (2018) 18:340

L’ipercheratosi: tra le prime manifestazioni della cheratosi attinica

L’ipercheratosi è un ispessimento della pelle dovuto all’iperproliferazione dei cheratinociti, le cellule principali della cute. Questa condizione può essere dovuta a molteplici fattori. Nella maggior parte dei casi, l’ipercheratosi si manifesta come risposta difensiva in seguito a sollecitazioni meccaniche ripetute della pelle, come microtraumi e frizioni. Questo fenomeno interessa maggiormente mani e piedi, le estremità più soggette a questo tipo di stimoli. È così che si formano, ad esempio, i calli. Più raramente, l’ipercheratosi è dovuta a malattie ereditarie o disordini genetici.

Anche le radiazioni UV possono dare luogo a ipercheratosi: le mutazioni genetiche indotte dalle radiazioni possono infatti comportare l’alterazione del ciclo e delle funzioni cellulari, con conseguente proliferazione incontrollata dei cheratinociti. Ecco perché l’ipercheratosi, soprattutto se associata a eritema e quando presente in più parti scoperte del corpo, può essere spia della presenza di cheratosi attinica.

In presenza di ipercheratosi, meglio quindi rivolgersi a un dermatologo per una valutazione sulle possibili cause e sui trattamenti più appropriati.

Fonti:

https://emedicine.medscape.com/article/1108406-overview

https://emedicine.medscape.com/article/1976538-overview#a2

Cheratosi attinica e cheratosi senile: quali sono le differenze?

Esistono differenze tra cheratosi attinica e cheratosi senile? Sono la stessa patologia? Come discriminarle?

Spesso cheratosi attinica e cheratosi senile vengono considerate come un’unica patologia. Le manifestazioni cutanee sono infatti molto simili, ed entrambe tendono a comparire principalmente nei soggetti anziani. Molti professionisti considerano i due termini sinonimi, altri invece preferiscono discriminarle in base alle cause che le scatenano e alla prognosi, cioè il decorso delle due patologie.

Mentre infatti la cheratosi attinica è, per definizione, causata dall’esposizione prolungata ai raggi solari, quella senile può essere attribuita al naturale processo di invecchiamento cellulare; le conseguenze dei due processi sono però le medesime: mutazioni e alterazioni cellulari che portano all’iperproliferazione dei cheratinociti, le cellule cutanee principali.

Anche la prognosi, come detto, è differente. Infatti, anche se le lesioni di entrambe le cheratosi sono benigne, in una piccola percentuale di casi di cheratosi attinica si può però osservare l’evoluzione in tumori maligni della pelle.

In caso di lesioni cutanee, escrescenze e ispessimenti della pelle, è sempre meglio rivolgersi a uno specialista che possa individuare il tipo di patologia e determinare l’eventuale trattamento necessario.

Fonti:

https://medlineplus.gov/ency/article/000827.htm

https://medlineplus.gov/ency/article/000884.htm

I sintomi della cheratosi attinica: come riconoscerli

La cheratosi attinica è la più comune tra le lesioni pre-cancerogene, cioè quelle condizioni benigne che possono evolvere nel tempo e se ignorate in tumori maligni. Essendo causata dall’esposizione prolungata ai raggi UV, interessa le aree del corpo più esposte al Sole, e le persone maggiormente a rischio sono quelle con pelle, capelli e occhi chiari. Il rischio che si manifesti questa malattia è aumentato anche in caso di età avanzata e immunosoppressione, cioè indebolimento del sistema immunitario dovuto ad esempio ad altre patologie.

Che aspetto ha la cheratosi attinica?

Le lesioni caratteristiche della cheratosi attinica possono apparire come macchie o papule, cioè piccoli rigonfiamenti della pelle e quindi palpabili, dalla pelle desquamata. Agli stadi iniziali, le lesioni potrebbero essere più facilmente distinguibili al tatto che non alla vista. Nel caso delle macchie, il colore può variare dal giallo al marrone, con un diametro di circa 0,5-1 cm. Macchie e papule possono essere singole o multiple, cioè raggruppate in specifiche aree della pelle (generalmente braccia, mani, cuoio capelluto, viso).

I segnali che indicano la possibile progressione delle lesioni da cheratosi attinica in carcinoma squamocellulare (SCC) sono:

  • Rapida espansione
  • Prurito
  • Sanguinamento
  • Ulcerazione, cioè aree in cui la pelle danneggiata non riesce a rigenerarsi

In presenza di lesioni di origine non chiara, è sempre meglio rivolgersi a un dermatologo per identificarne la natura ed escluderne il carattere patologico.

Fonte:

Miola AC et al. Randomized clinical trial testing theefficacy and safety of 0.5% colchicinecream versus photodynamic therapy withmethyl aminolevulinate in the treatment ofskin field cancerization: study protocol. BMC Cancer (2018) 18:340

Trattamenti per la cheratosi attinica: esistono cure sperimentali?

La cheratosi attinica è un’importante fattore di rischio per lo sviluppo di alcuni tumori della pelle. Per questo motivo, la ricerca clinica è attiva per lo sviluppo di trattamenti sempre più efficaci, al fine di controllare la mattia a lungo termine ed evitare la progressione in tumore maligno.

Attualmente sono in corso diversi studi clinici per il trattamento della cheratosi attinica: molti stanno valutando nuovi dosaggi o schemi terapeutici alternativi di farmaci e metodi già esistenti, al fine di aumentarne l’efficacia o limitarne gli effetti collaterali.

Le molecole nuove attualmente in sperimentazione possono essere raggruppate in 3 tipi, sulla base del meccanismo d’azione:

  • Molecole proapoptotiche, cioè che promuovono la morte delle cellule tumorali;
  • Farmaci immunomodulanti, cioè che stimolano una risposta immunitaria dell’organismo contro le cellule alterate, per eliminarle;
  • Molecole chemiopreventive, cioè che interrompono o fanno regredire i processi di trasformazione della cellula in cellula tumorale.

Queste nuove terapie potrebbero essere presto disponibili, da sole o in combinazione con quelle già esistenti, come ulteriori e più efficaci opzioni terapeutiche per il trattamento della cheratosi attinica.

Fonte:

Lozzi F et al. Investigational drugs currently in phase II clinical trials for actinic keratosis. Expert Opin Investig Drugs. 2019 Jul;28(7):629-642.

Evoluzione della cheratosi attinica in tumore della pelle: cosa bisogna sapere

La cheratosi attinica è il precursore più comune del carcinoma cutaneo a cellule squamose, un tumore maligno della pelle.

Nella maggior parte dei casi le lesioni tipiche della cheratosi attinica non progrediscono nel tempo o addirittura regrediscono; una piccola percentuale di queste, però, può evolvere in tumore. Si stima che ciò avvenga nel 0,5-16% dei casi all’anno, ed è impossibile predire quali lesioni e quando subiranno questo processo. Ecco perché è fondamentale diagnosticare, trattare e monitorare nel tempo la cheratosi attinica.

Le lesioni tipiche della cheratosi attinica sono la manifestazione di un danno cellulare indotto dai raggi UV a carico dei cheratinociti, cioè le cellule dell’epidermide deputate alla produzione di cheratina, il pigmento della pelle. Tale danno si traduce in anomalie della cheratinizzazione e dell’aspetto stesso delle cellule, facilmente individuabili grazie a strumenti moderni e ampiamente diffusi quali il dermatoscopio.

Nelle cellule che manifestano alterazioni, il ciclo cellulare risulta compromesso. Il ciclo cellulare è quella successione di eventi che regola formazione, svolgimento delle attività, replicazione e morte programmata di ogni cellula. È importante infatti che proliferazione e morte delle cellule siano equilibrate, per assicurare un ricambio cellulare che sostituisca con cellule nuove ed efficienti quelle “vecchie”.

Quando le cellule anomale cominciano a proliferare in maniera incontrollata e smettono di rispondere ai meccanismi che ne provocherebbero la morte, si parla di tumore invasivo; in questo caso specifico, di carcinoma cutaneo a cellule squamose.

Fonti:

Dirschka T et al. Real-world approach to actinic keratosis management: practical treatment algorithm for office-based dermatology. J Dermatolog Treat. 2017 Aug;28(5):431-442.

Fernandez Figueras MT. From actinic keratosis to squamous cell carcinoma: pathophysiology revisited. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017 Mar;31 Suppl 2:5-7.

Come prevenire la cheratosi attinica?

La cheratosi attinica è un disturbo della pelle, manifestazione di un’esposizione prolungata alla luce solare. I raggi UV di cui è composta la luce, infatti, sono in grado di provocare danni irreparabili all’interno delle cellule colpite.

Per prevenire la cheratosi attinica, è quindi necessario evitare il più possibile di esporsi alla luce del Sole, o esporsi con le dovute accortezze in modo da diminuire il rischio:

  • Evitare l’esposizione al Sole in particolar modo tra le 10 e le 16; ricordarsi che la luce solare è dannosa anche sott’acqua e quando il Sole è coperto dalle nuvole;
  • Proteggere la pelle dall’esposizione alla luce con indumenti, cappelli, occhiali;
  • Utilizzare creme solari e burrocacao solare ad alto fattore di protezione (almeno 30 SPF).

Le creme solari devono essere riapplicate spesso: almeno ogni 2 ore, ma anche più spesso se si fa il bagno, in caso di sudorazione intensa e ad alte altitudini.

La protezione della pelle dal Sole deve cominciare sin dalla più tenera età: la pelle dei bambini è infatti particolarmente sensibile e soggetta a scottature. È stato dimostrato che le ustioni da luce solare durante l’infanzia sono un fattore predisponente allo sviluppo, in età adulta, di tumori della pelle: per questo è necessario esporre i bambini al Sole il meno possibile, non solo d’estate ma durante tutto l’anno.

Fonti:

https://medlineplus.gov/ency/article/000827.htm

Cheratosi attinica: quali sono le terapie possibili?

La cheratosi attinica è una malattia cronica della pelle caratterizzata dalla presenza di lesioni singole o multiple, concentrate sulle zone più esposte alla luce del Sole. Dato che tali lesioni possono evolvere in un tumore (link alla news di questo stesso mese “Cheratosi attinica: possibile evoluzione in tumore) (il carcinoma a cellule squamose), in presenza di cheratosi attinica è necessario rivolgersi a un dermatologo ed effettuare un trattamento mirato.

Esistono diverse opzioni terapeutiche per il trattamento della cheratosi attinica, che mirano a:

  • ridurre il numero di lesioni e, quando possibile, eliminarle del tutto
  • controllare la malattia a lungo termine
  • prevenire la trasformazione delle lesioni in carcinoma
  • prevenire la comparsa di ulteriori lesioni
  • migliorare o mantenere la qualità della vita del paziente

La selezione dell’opzione migliore per ciascun paziente spetta al medico specialista. Esistono numerosi fattori che vengono considerati nella scelta del trattamento specifico raccomandabile caso per caso:

  • Numero e presentazione delle lesioni: a seconda che le lesioni siano singole o multiple, sparse in varie zone del corpo o raggruppate in aree specifiche, alcuni trattamenti potrebbero risultare più raccomandabili di altri;
  • Caratteristiche del paziente: età, possibilità di gestire in autonomia l’automedicazione (ad es. nel caso di terapie topiche), terapie concomitanti;
  • Caratteristiche del trattamento: facilità di applicazione, costo, effetti secondari.

Il dermatologo, dopo aver selezionato e applicato una terapia, individuerà anche i tempi appropriati per i controlli post-trattamento e per monitorare il decorso della malattia.

Fonte:

Dirschka T et al. Real-world approach to actinic keratosis management: practical treatment algorithm for office-based dermatology. J Dermatolog Treat. 2017 Aug;28(5):431-442.